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"La mia musica è come scalare una montagna"
Helmut Lachenmann

Scalare una montagna è un viaggio faticoso ma salutare nell'ignoto di uno spazio aperto e libero, dove la percezione uditiva si ipersensibilizza.
Creatore di un suono nuovo, dove il rumore si fa canto e diventa suono bellissimo, Helmut Lachenmann, definisce la propria musica "musica concreta strumentale".
Nato a Stoccarda nel 1935, dopo gli studi di pianoforte e di composizione in Germania, alla fine degli anni '50 si reca a Venezia dove incontra Luigi Nono e per due anni studia con lui, vive vicino a lui, stabilendo un rapporto di amicizia, fondamentale per il suo sviluppo. Successivamente studia anche con Karlheinz Stockhausen.
Nella sua lunga esperienza creativa (oltre cinquanta le sue opere) realizza composizioni che colpiscono il cuore e l'intelletto, rendendo possibile un nuovo modo d'ascolto: musica vocale e strumentale, per ensemble e per orchestra, musica da camera e solistica, tra cui emerge l'opera lirica La piccola fiammiferaia, da Andersen, capolavoro del teatro contemporaneo.
Raggiunge i massimi traguardi, ricevendo, tra i numerosissimi altri premi, quello della Fondazione Ernst von Siemens (1997) e il Leone d'oro 2008 della Biennale Musica di Venezia. Nel 2005 è compositore residente al Festival di Lucerna.
Per il 20° Festival di Milano Musica di cui è protagonista, sono state scelte composizioni che appartengono all'intero suo arco creativo, per tutte le formazioni strumentali a cui si è dedicato.
Due le composizioni per grande ensemble e per orchestra dello stesso periodo: Schreiben del 2003/05, che inaugura il Festival, con la Filarmonica della Scala diretta da Roberto Abbado in un programma in cui figurano anche opere di Berio e di Schumann, e Concertini del 2005, nel concerto dell'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, diretta da Andrea Pestalozza e la partecipazione di Heinz Holliger come solista nel Concerto per oboe e orchestra da camera di Bruno Maderna, il nostro grande compositore spesso obliato dalla programmazioni italiana.
Nell'ambito della musica vocale e strumentale è stato prescelto Consolation I del 1967, per coro e percussione con il Klangforum Heidelberg. Nel concerto figureranno anche due novità di Stefano Gervasoni e di Alessandro Solbiati.
Per piccola orchestra e violoncello solista Notturno Musik für Julia (1966-68) che verrà eseguito da Francesco Dillon con l'Orchestra I Pomeriggi musicali diretta da Johannes Kalitzke. Nel programma una novità per clarinetto e orchestra commissionata a Matteo Franceschini dai Pomeriggi Musicali e da Milano Musica, una prima italiana del venezuelano Diogenes Rivas e, di Luca Francesconi, Unexpected end of formula per violoncello e orchestra.
Ancora due pezzi solistici Toccatina (1986) per violino solo in apertura del concerto del Quatuor Diotima e Pression (1969) per violoncello solo, nel programma del MdI Ensemble.
Due capolavori assoluti della produzione di Lachenmann appartengono alla musica da camera: il Terzo Quartetto "Grido" (2001) e Trio fluido (1966/67). "Grido" verrà eseguito dal Quatuor Diotima, e in programma anche una composizione del trentacinquenne compositore ceco Miroslav Srnka Pouhou vlnou per quintetto con pianoforte e il Quartetto di Claude Debussy; Trio fluido verrà presentato dal mdi ensemble e accostato a composizioni di Marco Stroppa, Robert HP Platz, Sebastian Stier e Isabel Mundry.

Come nello scorso anno, quattro saranno i concerti dedicati al Percorsi di musica d'oggi 2011. Per la prima volta a Milano l'ensemble unitedberlin, simbolico gruppo formato da musicisti delle due Germanie riunite, diretto da Renato Rivolta, presenterà composizioni di Mauro Lanza, Gérard Grisey, Salvatore Sciarrino, Valerio Sannicandro, per concludere con Arpège di Franco Donatoni.
Continua la collaborazione con la Fondazione Spinola-Banna per l'Arte. Nel 2010 il docente era stato Toshio Hosokawa, di cui riprendiamo il concerto conclusivo della settimana musicale con opere dei due giovani Federico Gardella e Paola Livorsi, oltre a composizioni di Noriko Miura, lo stesso Hosokawa e il Quatuor pour la fin du temps di Messiaen.
In conclusione del Festival, l'elettronica è protagonista con un programma che accosta i grandi maestri Luigi Nono e Luciano Berio a compositori italiani che negli ultimi anni hanno indagato le molteplici prospettive del suono elettronico, tra cui una prima esecuzione di Agostino Di Scipio, su commissione di Milano Musica.
Segue, al Teatro alla Scala un recital del pianista Jeffrey Swann, che accosta le Françoise Variationen di Franco Donatoni a Chopin et Liszt.
Completeranno il programma i consueti "approfondimenti e variazioni", con ingresso libero (incontri, una giornata di studi su Lachenmann, proiezioni di film).

Tutti i concerti del Festival saranno registrati e trasmessi come di consueto da RAI RadioTre.

La foto di Helmut Lachenmann è di Marion Kalter