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Brani eseguiti al Festival Milano Musica

The Book of Heads (25 ottobre 2010)
John Zorn (1953)

Compositore, sassofonista, produttore, ideatore e titolare dell'etichetta discografica indipendente Tzadik, nonché affermato talent-scout, John Zorn è una delle figure chiave della musica contemporanea: la sua incessante attività di musicista è stata sempre supportata da una profonda curiosità per tutto ciò che è "nuovo", da un eclettismo ai limiti della bulimia e da un'incontrollabile prolificità discografica.
John Zorn inizia a studiare pianoforte e flauto a meno di 10 anni, passa poi alla chitarra e a 14 anni inizia a comporre scoprendo la passione per la classica contemporanea.
Negli anni successivi studia al college di St. Louis, imbraccia il sassofono e si innamora del free-jazz, in particolare di Antony Braxton. Dopo aver abbandonato il college, si trasferisce a New York, dove inizia a venire a contatto con la vivissima scena dell'avanguardia improvvisativa della Lower Manhattan. E' qui che inizia la sua carriera: suona in band di ogni genere, dal jazz al rock, dall'avantgarde alla free improvisation.
Un'idea della sua produzione possono darla i dischi del genere "tributo" pubblicati da Zorn, che sono essenzialmente di due categorie: quelli in cui riarrangia alcuni pezzi del compositore in questione e quelli in cui dedica una serie di composizioni proprie a un determinato personaggio (non necessariamente compositore/musicista) o a un determinato tema filosofico.
Nella prima categoria gli album più importanti sono News For Lulu, Spy vs. Spy e The Big Gundown. Quest'ultimo è un tributo a Ennio Morricone, di cui riarrangia 16 brani avvalendosi di una moltitudine di musicisti che, nel corso degli anni, andranno quasi a costituire una sorta di vero e proprio clan. News For Lulu è un omaggio a una serie di compositori jazz e hard-bop piuttosto misconosciuti presso il grande pubblico (Kenny Dorham, Hank Mobley, Sonnie Clark e Freddie Redd) ed è accreditato a un trio: Zorn al sax alto, George Lewis al trombone e Bill Frisell alla chitarra.
L'altra categoria è quella dei concept album composti da Zorn in onore di una serie di artisti.
Godard/Spillane, ad esempio, è composto da due lunghe composizioni, dove trova applicazione il metodo delle "file cards". I brani tentano di porre in musica le numerose immagini evocate da Jean-Luc Godard nei suoi film e da Mickey Spillane nei suoi libri gialli, unendo una serie di frammenti musicali di breve/brevissima durata (il brano "Spillane" ne usa ben 60 in 25 minuti). La cosa importante è che questi frammenti sono quasi tutti diversissimi tra loro: si va dalla musica elettronica al noise, dal jazz all'hard-rock.
(cit. dal sito di OndaRock, http://www.ondarock.it/altrisuoni/johnzorn.htm)