 Arnold Schönberg
Brani eseguiti al Festival Milano Musica
Begleitszene zu einer Lichtspielszene op. 34 (25 ottobre 1999) Chamber Symphony n. 2 op. 38 (28 settembre 2007) De profundis (Salmo CXXX) op. 50b (01 novembre 2000) Drei Klavierstücke op. 11 (27 settembre 2002, 08 novembre 2006) Kammersymphonie op. 9 (06 giugno 1992) Minuetto dalla Suite op.25 (08 ottobre 2010) Sechs kleine Klavierstücke op. 19 (19 giugno 1990, 27 settembre 2002) Serenade op. 24 (15 ottobre 2008) |
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Arnold Schönberg (1874-1951)
Il compositore Arnold Schönberg (Vienna 1874 - Los Angeles 1951) è, con Stravinskij, Bartók e con i "condiscepoli" Berg e Webern, uno dei padri della musica del Novecento, nonché il massimo esponente dell'Espressionismo musicale. Rifondò il linguaggio musicale dapprima attraverso l'atonalismo (sostanzialmente, l'abolizione della gerarchia dei suoni propria del sistema tonale e il conseguente "comunismo" dei 12 suoni), e poi attraverso l'elaborazione del sistema dodecafonico, fondato sistematicamente sull'uso di serie di suoni comprendenti tutti e 12 le altezze del sistema temperato). Il suo apprendistato fu tuttavia disordinato, tanto che amava definirsi autodidatta e violoncellista dilettante, benché da giovane avesse ricevuto consigli e insegnamenti da parte del concittadino Zemlinsky. Visse a Vienna e a Berlino, dove soggiornò dal 1901 al 1903, dal 1911 al 1915 e dal 1926 (prese il posto di Busoni all'Accademia delle Arti) al 1933, quando l'avvento del nazismo lo costrinse a lasciare la Germania per stabilirsi a Los Angeles. Dal 1936 al 1944 insegnò presso l'Università della California. Il catalogo schönberghiano non è vastissimo, ma presenta capolavori in tutte e tre le fasi dell'evoluzione linguistica del compositore. Tra le opere tardo-romantiche si ricordano il sestetto Verklärte Nacht (1899) e il poema sinfonico Pelléas und Mélisande (1902-03), da Maeterlick. Tra quelle atonali, la Kammersymphonie op.9 (1907), il monodramma Erwartung (L'attesa, 1909) e Pierrot lunaire op.21 (1912). Tra quelle dodecafoniche, la Suite op.25 per pianoforte (1921-23) e l'opera incompiuta Moses und Aron. Fondamentale anche la sua opera didattica, di cui è significativa testimonianza il Manuale d'armonia (1909-1911).
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