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Arvo Pärt
Arvo Pärt

Brani eseguiti al Festival Milano Musica

Dopo la vittoria (18 ottobre 2005)
Arvo Pärt (1935)

Quello di Arvo Pärt è ormai uno dei nomi di compositori contemporanei più conosciuti dal grande pubblico: il suo nome è ormai presenza fissa nei cartelloni delle più prestigiose stagioni. Un successo per nulla scontato: Pärt nasce a Paide, in Estonia; nel 1954 inizia a studiare al Liceo musicale di Tallinn, ma dopo meno di un anno deve interrompere la scuola per presentarsi al servizio di leva (espletato suonando l’oboe e le percussioni nella banda militare). Quindi il ritorno a Tallinn e il passaggio dal Liceo musicale al Conservatorio, dove si diploma nel 1963; è però dell’anno precedente la vittoria nel concorso cui partecipano i migliori giovani compositori di tutta l’Unione. Attorno agli anni Sessanta iniziarono a penetrare anche in Estonia gli echi di quanto succedeva, a livello musicale, nell’Europa Occidentale. Il suo Nekrolog, del 1960, è la prima opera estone in cui compare la tecnica seriale. Pärt approfondì queste soluzioni negli anni a seguire (prima e seconda sinfonia, Perpetuum mobile), suscitando reazioni contrastanti: accanto a clamorosi successi, fu colpito addirittura da censura, come nel 1968 col Credo. Accanto a procedimenti dodecafonici, viene introdotta la tecnica del collage (“piantare un fiore in un terreno estraneo”), con cui inseriva frammenti ad esempio di Bach o Cajkovskij in strutture seriali. A questi anni risale un primo periodo di silenzio, di astensione dal comporre: Pärt si concentra sullo studio di Machau, Ockeghem, Josquin. Le composizioni che seguirono (ad iniziare da Für Alina, per pianoforte solo), ricorsero alla tecnica della “tintinnabulazione”: «ho scoperto che è abbastanza quando una nota è suonata bene. Questa sola nota, o una pausa, o un momento di silenzio, mi conforta. Lavoro con pochissimi elementi, con una, due voci. Costruisco con materiali primitivi, come triadi, una ben precisa tonalità. Le tre note di una triade sono come delle campane ed è per questo che chiamo ciò tintinnabulazione». Questo stile, ben rappresentato dalla Terza sinfonia, diviene dominante nella produzione che segue la partenza dall’Estonia. Pärt, abbandonata la patria, si concentra eminentemente su temi religiosi: la Passione di San Giovanni, Te Deum, le diverse versioni di Fratres, il Cantus in memoriam Benjamin Britten sono solo alcuni tra i titoli più famosi di un catalogo ampio e ricchissimo.
Esa-Pekka Salonen ha diretto la prima della Quarta Sinfonia di Pärt a Los Angeles il 10 gennaio 2009. Arvo Pärt: In Principio è il titolo del nuovo album uscito per la ECM nel 2009. Il CD comprende fondamentali lavori orchestrali e corali del compositore estone.

http://www.arvopart.org/