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Teatro alla Scala
 
     
 
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Luciano Berio
Luciano Berio
@Eric Marinitsch

Esecuzioni al Festival Milano Musica

4 Versioni originali della
"Ritirata Notturna di Madrid" di Boccherini
sovrapposte e trascritte per orchestra (12 ottobre 1996)
6 Encores pour piano (03 ottobre 1996)
A-Ronne (08 ottobre 1996)
Outis (02 ottobre 1996)
Altra Voce (08 novembre 2006)
Chemins IV su Sequenza VII (07 ottobre 1996)
Concerto per due pianoforti e orchestra (13 ottobre 1996)
Continuo (04 novembre 2007)
Coro (06 ottobre 1996)
Fünf frühe Lieder (13 ottobre 1996)
Folk Songs (13 giugno 1993)
Kol Od (Chemins VI) (05 ottobre 1996)
Luciano Berio (16 dicembre 2001)
Notturno (III Quartetto) (30 ottobre 2002)
Ofaním (01 ottobre 2000)
Recit (Chemins VII) (12 ottobre 1996)
Requies (13 giugno 1993, 16 dicembre 2001)
Sechs frühe Lieder (13 ottobre 1996)
Sequenza I (01 ottobre 2000, 08 novembre 2006)
Sequenza III (13 giugno 1993)
Sequenza IV (03 ottobre 1996)
Sequenza V (01 ottobre 2000)
Sequenza VII (07 ottobre 1996, 08 novembre 2006)
Sequenza XII (06 ottobre 1996, 01 ottobre 2000, 08 novembre 2006)
Sequenza XIII “Chanson” (01 ottobre 2000)
Serenata (07 ottobre 1996)
Thema – Omaggio a Joyce (14 ottobre 1996)
Voci (16 dicembre 2001)
Luciano Berio (1925-2003)

Luciano Berio (Oneglia 1925 – Roma 2003) è stato allievo di Paribeni e di Ghedini al Conservatorio di Milano e si è perfezionato a Tanglewood (USA) con Luigi Dallapiccola. Nel 1954 ha fondato insieme con Bruno Maderna lo Studio di Fonologia della RAI di Milano, che ha diretto fino al 1960. Fin dagli anni cinquanta figura tra i maggiori protagonisti della Nuova Musica e la sua produzione è conosciuta ed eseguita in tutto il mondo. Abbastanza estraneo alla poetica razionalistica dell’Avanguardia post-bellica, ha comunque acquisito negli anni di apprendistato la predisposizione per una tecnica compositiva fondata su basi di rigoroso controllo del materiale. Peculiare della poetica beriana è l’innata volontà e capacità di sperimentazione sonora, condotta dall’interno del materiale compositivo e non da una forzatura ideologica su di esso; una poetica, per così dire, "artigianale", volta a cogliere caso per caso l’interna potenzialità comunicativa del fatto musicale. Non deve stupire dunque l’eterogeneità dei materiali di cui il musicista si serve – derivati dal mezzo elettronico o dalle canzoni dei Beatles, dal passato recente (l’Espressionismo viennese) o lontano (Monteverdi, Verdi), dalla musica folk al jazz –, perché per nulla eclettica è la reinvenzione beriana, sempre pronta a schiudere mondi linguistico-sonori inesplorati attraverso uno stile personalissimo e inconfondibile. Il vasto catalogo di Luciano Berio comprende pezzi per i più svariati organici: per strumento solo, da camera, sinfonici, vocali, corali. Un posto particolare occupano, tra gli altri, i lavori di teatro musicale: Passaggio (1963), Opera (1970, rev.1977), La vera storia (1982), Un re in ascolto (1984), Outis (1996), Cronaca del Luogo (1999).