Gilberto Cappelli
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Una notevole padronanza di stile permette
a Gilberto Cappelli di modellare agevolmente il materiale trattato,
spesso soltanto una limitata scelta intervallare, al fine di
farne scaturire l’intima
energia materica. Figurazioni in espansione o in distensione sovente
si susseguono nelle sue composizioni conducendo l’ascoltatore
da uno stato di instabilità alla percezione di un ritrovato
centro di forza.
Tra i lavori più rappresentativi
si segnalano: Quartetto per
archi (1981); Due pezzi (1981); Quintetto per archi
(1985); Trio per violino, violoncello e pianoforte; Cieli,
per trio (1993); Suoni di luce per violino e chitarra (1995); 7
Salmi per coro e chitarra; e il vigoroso Blu oltremare (2000)
per sette strumenti.
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