Péter Eötvös
© Vico Chamla
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Péter Eötvös
Nato nel 1944 a Székelyudvarhely, in Transilvania, Péter
Eötvös è uno dei più importanti compositori
e il più stimato interprete ungherese di oggi. Infaticabile,
ha sempre lavorato sul doppio binario della composizione e della
direzione d’orchestra. Gli studi regolari li ha compiuti
all’Accademia di Musica di Budapest, specializzandosi poi
alla Hochschule für Musik di Colonia.
Come interprete si è formato con lo Stockhausen Ensemble,
del quale è stato membro dal 1968 al 1976. Ha collaborato
con lo Studio di musica elettronica di Colonia. Nel 1978, su invito
di Pierre Boulez, ha diretto il concerto inaugurale dell’IRCAM
a Parigi ed è stato direttore stabile dell’Ensemble
Intercontemporain da quell’anno fino al 1991, quando ha fondato
lo Eötvös Institute and Foundation per giovani direttori
e compositori. In quest’ultimi anni ha diretto molte prestigiose
compagini sinfoniche in tutto il mondo, che lo invitano specialmente
come specialista della musica del Novecento.
Come compositore ha debuttato giovanissimo, manifestando fin dagli
esordi una spiccata predilezione per la musica destinata al teatro,
al cinema e alla televisione. Ha così composto diverse musiche
di scena, colonne sonore per film e documentari e soprattutto un
nutrito gruppo di opere, talune delle quali per pochi esecutori.
L’ironia, il gusto per il surreale e per gli involontari
paradossi dell’esistenza definiscono i tratti più tipici
e ricorrenti del suo teatro.
Peter Eötvös è autore di un catalogo non vastissimo
ma comunque considerevole. Per suo stesso desiderio ama essere
ricordato quale autore dei seguenti titoli: Chinese
opera per orchestra
(1986); Psychokosmos per cymbalon e orchestra (1994); l’opera
Atlantis (1995) ispirata a testi di Sándor Weöres;
Shadows per flauto clarinetto e orchestra da camera (1996); Due
monologhi per baritono e orchestra su testi di Cechov (1998); Replica per viola e orchestra (1998); zeroPoints per orchestra (1999).
La sua opera in tre sequenze Tre sorelle (1997, da Cechov) ha riscosso
una vastissima eco ed è stata rappresentata in numerosi
teatri europei. Risale invece all’estate 2002 il debutto
del suo ultimo lavoro teatrale Le balcon, su libretto ispirato
al dramma omonimo di Jean Genet.
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