Carlo Gesualdo
 
Carlo Gesualdo
Carlo Gesualdo (Napoli 1560 ca – Gesualdo, Avellino 1613), principe di Venosa, nipote per parte di madre di Carlo Borromeo e per parte di padre del cardinale Alfonso Gesualdo, si rese celebre per due fatti, entrambi legati alla sua vita sentimentale. Sposatosi con Maria d’Avalos, e sorpresala mentre lo tradiva con Fabrizio Carafa, uccise i due amanti; allontanatosi da Napoli non tanto per sfuggire la giustizia quanto piuttosto per evitare la vendetta dei parenti degli uccisi, sposò in seconde nozze Eleonora d’Este, nipote di Alfonso II duca di Ferrara. Qui strinse legami d’amicizia col Tasso, del quale mise in musiche diverse liriche.

Musicista per diletto, Gesualdo ha lasciato circa 110 madrigali a 5 voci (pubblicati in sei libri, vivo l’autore), un libro incompleto di madrigali a 6 voci, 2 libri di mottetti e uno di responsori.

Gesualdo fu l’ultimo dei grandi madrigalisti rinascimentali. La sua produzione tende all’espressione del sentimento piuttosto che alla descrizione dei testi poetici e si avvale di un linguaggio inquieto, audace, modernissimo, in cui un intenso cromatismo si unisce ad un magistero contrappuntistico di altissimo spessore. La sua scrittura predilige la successione di imprevedibili sequenze accordali e di rapidi incisi motivici, il che rende il suo melodizzare molto più frastagliato, declamatorio e nervoso di quello dei due grandi madrigalisti cui può essere paragonato: Luca Marenzio e Claudio Monteverdi.