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Lukas Ligeti
Figlio di György,
nato e cresciuto musicalmente a Vienna (anche se, dopo la conclusione
degli studi presso l’Università della
Musica di Vienna, vanno ricordato i tre anni, dal 1994 al 1996,
passati al Center
for Computer Research in Music and Acoustic all’Università di
Stanford), dal 1998 Lukas Ligeti vive e lavora a New York.
Ligeti è apprezzato
sia come percussionista (tra le numerose esibizioni alla batteria
vanno almeno citate quelle con Henry Kaiser, Michael Marnino, Gianni
Gebbia, Daniel Carter e Elliott Sharp), sia come compositore. Sue
opere sono state commissionate dal prestigioso Wiener Festwochen,
da Radio France,
dal Kronos
Quartet e dall’Università di
New York, e altre sono entrate nel repertorio di formazioni
quali l’Orchestre National de Lyon, la London
Sinfonietta e San
Francisco Contemporary Music Players. Imponente e assai vario
il suo catalogo: si va dallo strumento solista (Trinity,
per pianoforte) all’intera orchestra (The Chinese Wall);
in mezzo una caleidoscopica varietà di formazioni: coro
misto a cappella (Tonga Tango), quartetti di sax (Frozen
State of Song), di percussioni (Independence) e d’archi
(Moving Houses). Frequente è la commistione di
strumenti tradizionali ed elettronici: Seeking Scapegoat affianca
due chitarre elettriche a sax, violino e percussioni; Static
Song due chitarre elettriche e il sintetizzatore a viola,
voce e percussioni, mentre Groove Magic è scritta
per orchestra da camera amplificata e computer. Ligeti rifugge
dalle categorie quali “classico” o “pop”:
il suo mondo musicale è basato sulle strutture poliritmiche
o politemporali, sui toni non temperati, sull’improvvisazione
libera. E, soprattutto, sul continuo scambio culturale. Ha coinvolto
in una sua opera il popolo Batonka dell’area attorno al lago
Kariba, e l’ha eseguita in Zimbawe, Mozambico e Sud Africa;
in Egitto ha collaborato coi musicisti Nubiani, ha composto un
pezzo per i musicisti delle diverse culture caraibiche, eseguito
per la prima volta a Miami Beach. Ancora, ha suonato con Mai Zingani,
un cantante del Burkina Faso, e nel 2003 ha curato la serie settimanale
di musica sperimentale “Freezone NY” con il chitarrista
Ty Cumbie.
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