Francesco Pennisi
© Foto Margutta
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Francesco Pennisi
Francesco Pennisi (Acireale, Catania 1934 Roma 2000) nasce
da antica e nobile famiglia siciliana cultrice delle arti. Pratica
fin dalla giovinezza la musica e la pittura, che continuerà
a coltivare anche dopo che lattività musicale avrà
assunto caratteri di definitività. Terminati gli studi classici
si trasferisce a Roma dove studia composizione con lamericano
Robert Mann e diviene uno dei promotori dellAssociazione
"Nuova Consonanza", che si prefigge di divulgare le
diverse espressioni della musica contemporanea internazionale. Dopo
aver vissuto con attenzione ma anche con sottile distacco e riserbo
le vicende delle avanguardie musicali europee e americane degli
anni cinquanta e sessanta, Pennisi è pervenuto ad una raffinata
scrittura personale nella quale sembrano da tempo confluire e perfettamente
saldarsi suggestioni stilistiche diverse: la fluidità del
suono debussyano e la parsimonia di Webern, certi "gesti"
fonici di Ives e la "libertà vigilata" delle figure
musicali dellultimo Petrassi, con le loro geometrie nascoste.
Come ha scritto Mario Messinis: «questo artista costruisce
miniature ordinate, che paiono conchiuse in se stesse ma che poi
si accendono di riflessi illusori, come specchi semoventi che annullano,
di momento in momento, una realtà solo apparentemente definita.
Il mondo di Pennisi è inaccessibile, delicatamente sfingeo:
pagine aeree che librano nel vuoto».
Abbastanza vasto, ma non imponente, il catalogo lasciato dal catanese.
Tra le sue opere più significative sono da ricordare il cameristico
Carteggio per flauto, violoncello
e clavicembalo (1979), lopera sinfonica Eclissi
e Fleri per flauto e orchestra (1985) e le opere teatrali
da camera Descrizione dellIsola Ferdinandea
(1982) e Tristan (1995).
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