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Péter Eötvös
Péter Eötvös
© Vico Chamla

Brani eseguiti al Festival Milano Musica

Psy (06 ottobre 2003)
Psychokosmos (28 settembre 2008)
Steine (18 ottobre 1998)
zeroPoints (25 ottobre 2003)
 
Partecipazioni al Festival Milano Musica

18 ottobre 1998
Péter Eötvös (1944)

Nato nel 1944 a Székelyudvarhely, in Transilvania, Péter Eötvös è uno dei più importanti compositori e il più stimato interprete ungherese di oggi. Infaticabile, ha sempre lavorato sul doppio binario della composizione e della direzione d’orchestra. Gli studi regolari li ha compiuti all’Accademia di Musica di Budapest, specializzandosi poi alla Hochschule für Musik di Colonia.
Come interprete si è formato con lo Stockhausen Ensemble, del quale è stato membro dal 1968 al 1976. Ha collaborato con lo Studio di musica elettronica di Colonia. Nel 1978, su invito di Pierre Boulez, ha diretto il concerto inaugurale dell’IRCAM a Parigi ed è stato direttore stabile dell’Ensemble Intercontemporain da quell’anno fino al 1991, quando ha fondato lo Eötvös Institute and Foundation per giovani direttori e compositori. In quest’ultimi anni ha diretto molte prestigiose compagini sinfoniche in tutto il mondo, che lo invitano specialmente come specialista della musica del Novecento.
Come compositore ha debuttato giovanissimo, manifestando fin dagli esordi una spiccata predilezione per la musica destinata al teatro, al cinema e alla televisione. Ha così composto diverse musiche di scena, colonne sonore per film e documentari e soprattutto un nutrito gruppo di opere, talune delle quali per pochi esecutori. L’ironia, il gusto per il surreale e per gli involontari paradossi dell’esistenza definiscono i tratti più tipici e ricorrenti del suo teatro.
Peter Eötvös è autore di un catalogo non vastissimo ma comunque considerevole. Per suo stesso desiderio ama essere ricordato quale autore dei seguenti titoli: Chinese opera per orchestra (1986); Psychokosmos per cymbalon e orchestra (1994); l’opera Atlantis (1995) ispirata a testi di Sándor Weöres; Shadows per flauto clarinetto e orchestra da camera (1996); Due monologhi per baritono e orchestra su testi di Cechov (1998); Replica per viola e orchestra (1998); zeroPoints per orchestra (1999). La sua opera in tre sequenze Tre sorelle (1997, da Cechov) ha riscosso una vastissima eco ed è stata rappresentata in numerosi teatri europei. Risale invece all’estate 2002 il debutto del suo lavoro teatrale Le balcon, su libretto ispirato al dramma omonimo di Jean Genet, con il quale vince il “Grand Prix Golden Prague”.
Nel 2004 vince il premio di composizione “Pro Europa”, nel 2007 il “Frankfurter Musikpreis”. Nel marzo del 2008 Eötvös ha diretto alla Biennale di Lione la sua ultima opera Lady Sarashina, in un festival che lo ha visto protagonista sia in veste di direttore che di compositore.