
Dufourt coglie nel colore la possibilità per il compositore di rendere lo spazio. Nell’Afrique d’après Tiepolo e in Hommage à Charles Nègre, uno dei grandi fotografi francesi del XIX secolo, Dufourt realizza quelle che definisce “le nuove dimensioni della musica: la profondità, la trasparenza, la fluidità, e la luminosità”, termini presi a prestito dall’arte figurativa. Ivan Fedele indaga le inquietanti immagini di Escher così simili alla Città immortale di Borges e in un’orchestrazione miniaturizzata Murail prende spunto dai brumosi pastelli dell’omonimo quadro di Redon. Un programma quasi interamente ispirato alla pittura. A completare lo sguardo sui musicisti che si riunirono intorno all’Ensemble Itinéraire, una breve composizione di Levinas per flauto solo. In prima assoluta, una composizione per pianoforte del giovane Stefano Bulfon. (A.P.)
In collaborazione con RAI-Radio Tre
(Trasmissione in differita domenica 28 novembre, ore 20.30)
Algoritmo Ensemble
Marco Angius, direttore
Mario Caroli, flauto
Ciro Longobardi, pianoforte
Programma
Hommage à Charles Nègre (1986, 10')
per sei strumentisti
Prima esecuzione a Milano
Immagini da Escher (2005, 14')
per ensemble
La barque mystique (1993, 12')
per quattro strumenti
Froissements d'ailes (1975, 4')
per flauto
Prima esecuzione in Italia
Le temps est un fleuve sans rives (2010, 8')
per pianoforte
Commissione di Milano Musica
Prima esecuzione assoluta
L'Afrique d'aprés Tiepolo (2005, 22')
per pianoforte principale
ed ensemble strumentale





