
“La bellezza è il rifiuto dell’abitudine” dice Lachenmann, suggerendo un’attitudine di ascolto che si liberi da ogni memoria. Ripartire da zero con mente aperta e capace di accogliere gli eventi sonori così come appaiono, senza interferenze della coscienza, è una condizione essenziale per ascoltare Pression, musica controcorrente e coraggiosa. Leggerissimi glissati su corde sfiorate si contrappongono a lunghi suoni “perforati”.
Strumento dalle innumerevoli possibilità e di recente utilizzazione negli organici contemporanei, la fisarmonica, presente in tre pezzi di questo programma, segna una svolta timbrica nella produzione di oggi: altamente coesiva in Traces des moments di Isabel Mundry, pensata come una rappresentazione ideale di un’intera orchestra in Stroppa o capace di evocare gesti strumentali poeticamente inusitati in Stier.
L'mdi ensemble al completo propone un pezzo di Robert HP Platz per la prima volta a Milano Musica.(a.p)
mdi ensemble
Oleg Vereshchagin, fisarmonica
Programma
Pression (1969, 9')
per violoncello solo
Nous sommes l’air, pas la terre (2003-04, 8')
per fisarmonica e viola
Echo-Hüllen Danach (2002-03, 15')
per flauto, clarinetto basso,
pianoforte, violino, viola, violoncello
hin her (2002-04, 12')
tre movimenti per clarinetto in mi bem., violino e fisarmonica
Prima esecuzione in Italia
Traces des moments (2000, 13')
per clarinetto in si bem., fisarmonica, violino, viola e violoncello
Trio fluido (1966-67, 16')
per clarinetto, viola, percussione





