
“La mia cella - la mia fortezza”. In questo frammento kafkiano sembra celarsi l’enigmatica e profonda personalità di Kurtág.
Quaranta brevi testi divisi in quattro parti, una voce e un violino. Così l’organico di Kurtág.
La messa in scena di Antoine Gindt, ardita e fantasiosa, aggiunge alcune figure che silentemente commentano o semplicemente sembrano assistere alla scena, in un palcoscenico - cornice costruito appositamente. (a.p.)
Caroline Widmann, violino
Salome Kammer, soprano
Antoine Gindt, regia
Klaus Grünberg, scene e luci
Gwendoline Bouget, costumi
Jacques Albert, attore
Cécile Fisera, attrice
Luca D'Addino, Giuseppe Palasciano, Nazzareno Patruno, figuranti





