Il rigore, lo spirito di ricerca, l’apertissima curiosità intellettuale erano tra gli aspetti più evidenti della personalità di Maurizio Pollini e del suo modo di concepire l’interpretazione musicale: caratterizzavano il suo incessante interrogare i testi e la costruzione del repertorio, che esplorava senza preclusioni la letteratura pianistica da Bach e dai classici viennesi fino ai contemporanei, secondo scelte personali, segnate da consapevole inquietudine e da una grande varietà degli interessi. La profondità di scavo e di ricerca, l’intelligenza analitica appartengono come tratti essenziali alla personalità del pianista milanese in tutte le sue interpretazioni, con una densità di pensiero e una consapevolezza problematica che si sono nutrite senza preclusioni della riflessione sui grandi classici come sulle esperienze contemporanee. Pollini rifiutava l’emarginazione della musica d’oggi, uno dei suoi interessi più vivi, anche se non in modo esclusivo. Ricevendo il Premio Siemens (che aveva destinato a commissioni a diversi compositori) ebbe a dire fra l’altro: “Sono convinto che l’arricchimento spirituale di un interprete attraverso la conoscenza della creazione di oggi sia importantissimo, per me fondamentale”. Più volte nei suoi programmi, che hanno sempre una logica interna nitidissima, si mostravano con la massima evidenza e suggestione i fili che legano il passato e il presente, la ricchezza di prospettive cui si giunge approfondendo il passato anche con la consapevolezza del presente.
Vincitrice del 65° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2025: Yungyung Guo






